martedì 31 ottobre 2017

La vipera di Cleopatra


( Artemisia Gentileschi )
Si dice che Cleopatra morì per il morso di una vipera, e fin qui ci si limita a prendere atto: se così è andata, non resta molto altro da dire. Però girando per i musei (va bene anche uno virtuale) qualche curiosità viene. Nelle rappresentazioni dei grandi pittori ci sono infatti tante Cleopatre diverse (come nella verità storica: quella di Giulio Cesare era Cleopatra VII, la settima), tante quante sono le diverse modelle, ma ci sono anche tante vipere diverse, enormi o minuscole.


Quale sarà dunque la vera vipera di Cleopatra? Provo a fare una piccola ricerca: in Europa c'è la "Vipera aspis", con molte sottospecie; il genere "vipera" esiste anche in Africa, e anche i crotali americani sono viperidi. In Egitto, nella zona desertica e in Arabia, vive "Cerastes vipera"; nel Sahara esistono anche "Bitis arietans" e "Macrovipera mauritanica". Variano anche le dimensioni: si va da 28 cm a 3,6 metri (ma solo in Sud e Centro America!). Difficile quindi stabilire con certezza che tipo di vipera abbia ucciso Cleopatra; non serve a molto nemmeno chiedere soccorso a William Shakespeare (Antonio e Cleopatra, atto V scena II) dove si parla solo di "serpente", un serpente qualsiasi però rapido e possibilmente indolore.



( Guido Cagnacci )




( Guido Reni )
( Michelangelo )

Alla fine della mia ricerca torno a guardare i quadri di Cleopatra e mi accorgo che, in fondo, non è che della vipera importi poi molto. I più espliciti sono soprattutto Guido Reni e Guido Cagnacci: nei loro dipinti la vipera è così piccola che quasi non si nota, una vipera neonata o di pochi giorni di vita, si direbbe. Reni ne dipinse almeno tre versioni (immagino che lo pagassero bene, per questo soggetto), sempre con la vipera quasi invisibile, e con la Cleopatra di Cagnacci Guido, bionda e nordica, la vipera è relegata in un angolo, piccolissima. Non è dunque la vipera quella che interessa, mi sembra ben chiaro, e io con le mie ricerche erpetologiche sono stato qui a perdere tempo e a farlo perdere anche a voi che mi avete letto fin qui. Ne chiedo scusa, ma del resto, si sa, come dissero i fratelli Goncourt: «Nessuno ascolta più fesserie di un quadro da museo». Per una volta, i quadri da museo sono salvi: le mie fesserie sono rimaste soltanto qui, sul blog.





10 commenti:

  1. confesso di essere d'accordo con i pittori, non è che la vipera mi abbia mai interessato più di quel tanto...
    :-)

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  2. Credo che le fesserie ascoltate dai quadri siano aumentate in modo più che esponenziale ultimamente (purtroppo), mentre gli stessi quadri sarebbero onorati di poter leggere questi post.

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    1. confesso anche di non saperne molto di pittura... :-)
      però anche attraverso la lettura dei dettagli si può arrivare a capire un quadro. La lettura dei simboli e delle allegorie, per esempio. Ho messo Michelangelo perché è diverso dalle altre Cleopatre; purtroppo è solo un abbozzo. Mi chiedo come avrebbe fatto Leonardo...

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  3. Elena Grammann31 ottobre 2017 19:21

    La citazione dai Goncourt da sola vale già la lettura del post! :-)

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    1. è un piccolo omaggio ad Achille Campanile: Gli asparagi e l'immortalità dell'anima
      :-)

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  4. Vipera o aspide, fu un grande e dignitoso gesto che svelò tanto di questa regina.
    Consegnarsi nelle mani del nemico o morire. E scegliere la via più dignitosa.
    Un inchino a Cleopatra.

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  5. sì, il finale di Shakespeare è grandioso (Antonio e Cleopatra)
    in questi post dedicati ai pittori mi sono divertito a guardare i dettagli :-) Ho iniziato dal cagnolino del Barocci, poi il leone di San Gerolamo, l'unicorno di Luini figlio...

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  6. Una vipera di tre metri & mezzo... aiuto!

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  7. finché non varchi l'Atlantico non c'è problema :-)
    (a meno che qualche pirla europeo non la tenga nel rettilario...)

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